Mi chiamo Michele, e sono Leone

Per anni ho vissuto una menzogna. Ogni volta che qualcuno mi chiedeva “Di che segno sei?” rispondevo con un sorriso tirato: “Bilancia”.
Ma dentro di me sapevo che non era vero. Non lo è mai stato.

La Bilancia è diplomatica, indecisa, equilibrata. Io no. Io sono fuoco, istinto, ruggito. Sono Leone.
Ci ho messo molto tempo ad accettarlo. A smettere di vergognarmi. A capire che non c’è nulla di sbagliato nel sentirmi diverso da ciò che mi è stato assegnato alla nascita.
Nessuno dovrebbe essere definito da dove si trovava il Sole il giorno in cui è nato.

Oggi faccio coming out zodiacale.

So che non sarà facile. So che alcuni rideranno. Ma io lo dico con orgoglio:
non si nasce sotto un segno, si sceglie quello che ci rappresenta.

E non sono solo. Siamo in tanti a vivere questa discrepanza tra segno assegnato e segno sentito. Per questo è nato il movimento LGBTQ-O+, che rivendica il diritto all’autodeterminazione astrale.

I nostri 4 punti:

  1. Diritto all’autodeterminazione zodiacale, indipendentemente dalla data di nascita.
  2. Riconoscimento del segno vissuto nei profili astrologici, accanto a quello assegnato.
  3. Rispetto per tutte le identità zodiacali, anche fluide o non-binariamente astrali.
  4. Fine degli stereotipi astrali: nessuno è “falso” solo perché è Gemelli.

Non è una moda. Non è una provocazione.
È solo il mio modo di essere, di stare nel mondo, di splendere.

Mi chiamo Michele. E sono Leone.

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