Caricatura di Michele con due gelati

Michele Pinto

Un blog epicureo…

Elogio dell’astensione. Meglio non votare che votare senza essere informati

Filed under: Politica — michele at 3:47 pm on lunedì, novembre 21, 2016

Sono in tanti a rinunciare al proprio diritto di voto perché non trovano qualcuno di cui fidarsi. O semplicemente, arrabbiati e disillusi, non vogliono sentirsi complici di un governo o un’amministrazione che non approvano avvallandoli con il proprio voto.
Il mio invito all’astensione non ha nulla a che vedere con tutto ciò.

Sono fermamente convinto che votare sia un diritto fondamentale a cui non si può rinunciare. È però un diritto che va usato bene. Perché se usato male possiamo fare dei danni davvero grandi.

In tanti vanno a votare senza sapere su cosa si vota, senza conoscere i candidati, senza aver compreso come funziona il sistema elettorale, senza aver dato almeno un’occhiata ai programmi elettorali.

Gli inglesi hanno votato BREXIT non per uscire dall’Unione Europea, ma semplicemente per delegittimare il loro premier. Operazione riuscita, ma ora devono vedersela con quello per cui erano andati a votare.
Quante volte nelle elezioni comunali o regionali abbiamo votato per o contro il partito di governo? Magari senza nemmeno conoscere i candidati locali di quel partito. Ma poi quei candidati che abbiamo votato per dare un segnale politico a Roma ci governano per 5 anni.
Le elezioni europee sono un esempio ancora più lampante: non solo non conosciamo i candidati che votiamo… non sappiamo nemmeno a che serve il Parlamento Europeo!

Se non sappiamo quello per cui votiamo, se ci basiamo sulla simpatia, su un senso di rabbia indistinto… allora è preferibile NON ANDARE A VOTARE. O almeno votare scheda bianca.

Informarsi su un programma elettorale, verificare la credibilità di un candidato, conoscere le conseguenze di un referendum non è cosa facile. I Talk Show in TV, con poche eccezioni, sono confusionari: i protagonisti cercano solo di trovare la battuta giusta che discrediti l’avversario. È raro trovare un buon ragionamento argomentato.
I giornali sono scritti da persone che, anziché cercare di informare imparzialmente, in TV prendono posizione spesso in maniera più forte degli stessi politici.
Sui social network regnano sovrane confusione, insulti, falsità e tifo da stadio.

Ma per quanto possa essere difficile informarsi è essenziale. Il mio invito è impegnarsi per questo e poi votare consapevolmente. Oppure è meglio non votare. Chi non vota non fa danni, chi vota male si.

  • Desidero esprimere il mio pensiero sul Referendum costituzionale del 4 dicembre, ma non voglio dedicargli un post: mi accontento di un commento.

    1) Il Senato non voterà più la fiducia al Governo e non si occuperà di tutte le leggi.
    Questo è molto positivo. Garantirà quella stabilità al governo di cui l’Italia ha bisogno per avere credibilità internazionale e per poter effettuare riforme serie. Questo è il punto fondamentale per me.

    2) Il Senato sarà eletto con un’elezione di secondo grado.
    Bene. Se fosse eletto direttamente dai cittadini avrebbe una legittimità e una forza maggiori e resterebbe un bicameralismo come oggi. Noi eleggeremo la Camera dei Deputati, l’unica che voterà la fiducia al Governo e avrà l’ultima parola sulle leggi.

    3) Era meglio diminuire il numero dei deputati, eliminare direttamente il Senato, non dare l’immunità ai senatori…
    Forse si, ma il 4/12 possiamo scegliere tra il sistema attuale e queste riforma, non su altre ipotesi.

    4) Più poteri allo Stato e meno alle Regioni.
    Più che altro questo punto armonizza alcune regole che erano diverse regione per Regione e stabilisce il principio che l’interesse dell’Italia prevale su quello della singola regione. Dovrebbe anche diminuire quell’autentica vergogna che è il contenzioso tra stato e regioni. (Come se io cittadino delle Marche possa andare in tribunale contro me stesso, cittadino Italiano. In ogni caso alla fine ho perso!)

    5) La legge elettorale.
    Non fa parte del referendum, ma ne è strettamente collegata. L’Italicum prevede un premio di maggioranza al primo partito per garantire la governabilità. Questo impedirà ai tanti piccoli partitini di influenzare e spesso bloccare l’azione di governo. C’è chi vuole cambiare questa cosa e dare il premio di maggioranza alla coalizione: spero davvero che questo non accada mai!
    I Capilista bloccati.
    Li odio. ho fatto di tutto contro le liste boccate del Porcellum. È ridicolo però che oggi vengano criticati da chi il Porcellum lo ha fatto. A mitigare questa stortura, che spero venga superata, ci sono le parlamentarie del M5S e le primarie del PD che permettono comunque ai cittadini di scegliere.

  • Guglielmo Papa

    Mi permetta, ma vedo molta superficialità e altrettanto provincialismo. In soldoni: la Costituzione di una Nazione non può pretendere di risolvere le beghe dei partiti. Se manca la stabilità è solo perchè i partiti non sanno scegliere progetti concreti per la crescita della Nazione. La loro litigiosità, palese e occulta, viene scaricata sui cittadini. La lentezza di approvazione delle leggi come si sa è una bufala di proporzioni stratosferiche. Un esempio? La legge Boccadutri che nel settembre 2015 assegnò 45 milioni di euro ai partiti quale “contributi”, così d’aggirare il famigerato finanziamento pubblico bocciato da un referendum, venne approvata nel giro di un mese tra Camera e Senato. Un record, uno dei tanti, considerato che i parlamentari “lavorano” da martedì a giovedì!. Perciò di cosa parliamo quando si tira in ballo il fatto che il bicameralismo rallenta l’attività parlamentare? E poi, se la Camera vara una legge sbagliata, chi la modifica (ad esempio i 50 milioni di euro promessi e poi tolti a Taranto per l’ospedale pediatrico oncologico)?

  • Grazie per la risposta Guglielmo.
    Non entro nel merito anche perché ormai siamo in silenzio elettorale. Mi limito a darti il benvenuto sul mio blog e ne approfitto per chiederti che ne pensi dell’articolo oltre che del mio commento.

  • Grazie per la risposta Guglielmo.
    Non entro nel merito anche perché
    ormai siamo in silenzio elettorale. Mi limito a darti il benvenuto sul
    mio blog e ne approfitto per chiederti che ne pensi dell’articolo oltre
    che del mio commento.