Addio libertà…

Oggi è arrivata la notizia che i siti pedopornografici saranno oscurati direttamente dai provider entro sei ore.
Nulla in contrario nel condannare la pedofilia e nel punirne i responsabili.
Molto in contrario contro chi la usa come pretesto per limitare la libertà dei navigatori e contro i giornalisti che non sanno spiegare di che si tratta e di che terribile pericolo la libertà d’espressione sta correndo.

Prima di tutto vorrei spiegare come funziona questo sistema.
Ho cercato in giro per la rete ma nessuno lo ha spiegato, nemmeno sommariamente. Mi baso sul poco che è stato riportato e sulle mie conoscenze tecniche (di base) sull’argomento.

In pratica se noi scriviamo “www.michelepinto.it” sulla barra del nostro browser il nostro computer manda un messaggio ad un server del nostro fornitore di connettività internet (Ad Esempio Telecom Italia, Tiscali, Tele2, Fastweb…) che dice più o meno “Per favore mandami i dati del sito www.michelepinto.it“.
Il server del nostro provider si chiede: “ma dove diavolo sta il sito di Michele?” e manda una richiesta al gestore dei domini .it chiedendogli l’indirizzo, ovvero una serie di numeri che gli permettono di trovare il server, leggerlo e mandare al vostro computer gli interessantissimi post del mio blog.
Ovviamente se il mio sito fosse un “.com” il server dovrebbe connettersi ad un altro gestore di domini, ma in sostanza non cambia nulla.

Ora se il ministero si accorge che un sito, ad esempio www.sonounbastardopedofilo.biz contiene materiale pedopornografico, grazie all’innovazione di questi giorni, non dovrà fare altro che mandare a tutti i server dei provider un meggaggio del tipo “Se qualcuno ti chiede di visualizzare il sito www.sonounbastardopedofilo.biz tu digli che il sito non esiste“.
E ovviamente i server dei provider, nel breve volgere di 6 ore si adeguano ed oscurano quel sito, anche se quel server non sta in Italia ma in qualche paese dimenticato non dall’Interpool.

Tutto bene quindi.
Direi proprio di no. Cosa impedisce al Governo o a chi per lui di mandare, magari per errore, ai provider un messaggio che dica di bloccare un blog o un giornale online che magari ha pubblicato materiale che dimostra la corruzione di un tale esponente politico?
Sarò paranoico ma io non mi fido dell’autorità per principio. Se un uomo ha un potere finirà per usarlo, semplicemente perché è umano.
Credo che per bloccare un sito ci voglia almeno l’intervento di un giudice, un processo…

Deminticavo un dettaglio. Questo sistema è del tutto inutile. Chi cerca materiale pedopornografico sa bene come aggirare questi ridicoli filtri.
Provate a collegarvi a questo sito: www.anonypath.com (ce ne sono decine che offrono lo stesso servizio) e a digitare l’indirizzo di un sito internet nella barra.
Succederà questo: il mio browser chiederà al server del vostro provider “controllato” dal ministero di connettersi a www.anonypath.com.
Anonipath risulta un sito pulito e quindi il server lascerà passare il messaggio.
Anonypath contatterà il sito che gli avete chiesto e ve lo rimanderà, passando attraverso il server del vostro provider che lo lascerà passare senza poter controllare alcunché.

Questo ad esempio lo si può fare anche oggi con i siti di scommesse inglesi che il ministero ha bloccato tempo fa. Come dici? Non dovevano bloccare solo la pedopornografia?

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